Santa Cruz

Come saprà chi è solito leggere i miei articoli sono un’amante dei german, della mancanza di alea: in generale trovo ancora più sfidanti e stimolanti i titoli in cui è possibile controllarla.
Proprio per questo motivo, già dal setup, Santa Cruz sembrava proprio non rientrare nelle mie corde… Beh, non sempre la prima impressione è quella giusta, dopo averlo giocato mi sono decisamente ricreduta.

Ambientazione

Santa Cruz è un gioco da 2-4 giocatori, un peso medio della durata di circa 45 minuti, localizzato in Italia nel 2012 dalla Giochi Uniti, la casa editrice è la prestigiosa Hans im Glück, una garanzia nel panorama ludico.

Nel gioco, vestendo i panni di esploratori, cercheremo di colonizzare l’isola di Santa Cruz, affermeremo la nostra presenza sul territorio costruendo case, chiese e fari.
Ci sposteremo sulla mappa, da luogo a luogo, tramite strade, fiumi e sulla costa, al fine di aggiudicarci le risorse più redditizie, battendo sul tempo i nostri avversari.

Gameplay

Una partita a Santa Cruz è divisa in due round.

Il primo è di esplorazione, tutti i tasselli presenti sulla mappa, ad eccezione di quelli lungo la costa, sono disposti a faccia in giù, poiché inesplorati.
Nella seconda parte, invece, i tasselli rivelati durante il corso del primo round resteranno a faccia in su, permettendovi una pianificazione più lungimirante.

All’inizio della partita ogni giocatore riceve delle carte obiettivo segrete (la quantità varia a seconda del numero di giocatori), dopo averle guardate sceglie uno dei quattro set di carte costruzione.

Durante il proprio turno ogni giocatore effettuerà un’azione a scelta tra due: giocare una carta costruzione o giocare una carta obiettivo. Le carte costruzione permetteranno di costruire e di ricevere i punti vittoria indicati dal tassello su cui si ha effettuato l’azione, le carte obiettivo, invece, forniranno punti vittoria a chiunque soddisfi i requisiti richiesti (avversari compresi).

Una volta esaurite le carte da giocare, sarete pronti per la seconda parte della partita.
A questo punto, ogni giocatore potrà scegliere con quale set di carte affrontare il secondo round, rubandolo, assieme alle carte obiettivo, all’avversario che preferisce.

Il flusso di gioco sarà il medesimo, con la differenza che i tasselli rivelati sulla mappa resteranno visibili.

Pro e Contro

La prima fase di colonizzazione dell’isola mi aveva fatto storcere il naso; non sapere cosa si trovasse sotto le tessere coperte mi dava un sentore di mancanza di pianificazione, decisamente lontano dai miei gusti.

 

Poter rivelare le tessere connesse all’ultima carta su cui si ha costruito, ha affievolito questa sensazione iniziale. Inoltre, giocare il secondo round interamente a tessere scoperte, ha dissolto i miei dubbi sulla presunta mancanza di pianificazione.

Si presta ad essere un ottimo introduttivo

Il pregio maggiore di questo titolo, avendo diversi livelli di profondità, è quello di essere adatto a tutti i tipi di esperienze.

Si presta ad essere un ottimo introduttivo, grazie alla ridotta possibilità di dispersione: il turno, infatti, è immediato da apprendere, o si costruisce o si gioca una carta obiettivo.
Allo stesso tempo è godibile anche per un giocatore più scafato, che potrà dare il meglio nel secondo round; dopo aver memorizzato le carte obiettivo durante la prima fase, potrà facilmente pianificare la seconda parte della partita, in modo da ottenere il maggior numero di punti vittoria possibile.

Santa Cruz è presente nel FINE SERIE di Daltenda ad un prezzo stracciatissimo.

Al momento di questa pubblicazione è

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In conclusione, al prezzo a cui è possibile trovarlo ora, vi consiglio di dare una possibilità a Santa Cruz. Aspetto il vostro parere nei commenti.

Ringrazio Francesca Susca per la realizzazione delle magnifiche foto che vi hanno accompagnato nella lettura dell’articolo, vi lascio il suo profilo Instagram perchè possiate apprezzare i suoi lavori.

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